nel borneo con gli oranghi

PANGKALAN BUN > KUMAI > TANJUNG PUTING NATIONAL PARK
Gli oranghi visti da vicino, il fiume che scorre lento abbracciato dalla giungla, le notti in barca, il concerto di voci degli animali. Non per niente lo chiamano il “viaggio magico”: è uno di quelli che non si dimenticano.
Tre giorni e due notti nel parco Tanjung Puting, riserva Biosfera dell’Unesco, nel Kalimantan, il Borneo indonesiano. Una meraviglia della natura, popolata da scimmie proboscidate, gibboni, orsi malesi e, naturalmente, dagli oranghi. Tra fiumi e canali vivono diverse specie di pesci, coccodrilli marini, tartarughe di acqua dolce. Il posto ideale per un avvincente safari naturalistico. Non solo, qui sorge il Camp Leakey, fondato dalla ricercatrice Biruté Galdikas che ha dedicato gran parte della sua vita allo studio e alla conservazione degli oranghi.
Partenze giornaliere, guida in inglese

1° GIORNO - PANGKALAN BUN > KUMAI > TANJUNG PUTING NATIONAL PARK
(pranzo, cena)
L’unico modo per accedere al Tanjung Puting e ai centri degli oranghi è risalire il fiume Sekonyer con un klotok, una comoda barca tradizionale in legno attrezzata anche per il pernottamento. Dal porto di Kumai, a 30 minuti di auto dall’aeroporto di Pangkalan Bun, ci vogliono un paio d’ore di navigazione per arrivare al Parco, ma il tempo passa in fretta durante la crociera, mentre si avvistano gruppi di scimmie, macachi, oranghi, coccodrilli, un’infinità di diverse specie di uccelli. I klotok hanno una squadra composta da barcaiolo, cuoco e guida, e possono ospitare da 5 a 10 persone, a seconda della grandezza. Si dorme al Rimba Eco Lodge, una confortevole struttura totalmente alimentata da energia solare. Cena al Lodge.

2° GIORNO - TANJUNG PUTING NATIONAL PARK
(pensione completa)
Si salpa per una nuova crociera, 2 ore sul fiume Sekonyer prima di deviare su un torrente affluente che porta a Camp Leakey, il centro di riabilitazione per gli oranghi. Un’emozione unica. Dal Camp si può partire per un trekking nella foresta pluviale, assistititi da una guida esperta e dai ranger locali: addentrandosi nella fitta giungla è possibile avvistare oranghi in libertà, gibboni, macachi e uccelli selvatici. Pranzo in barca e poi visita alle “feeding stations”, le stazioni di approvvigionamento dove viene lasciato cibo per gli oranghi, ai quali a volte si uniscono anche altre scimmie della foresta. La navigazione prosegue fino al rientro al Rimba Eco Lodge.

3° GIORNO - TANJUNG PUTING NATIONAL PARK > PANGKALAN BUN
(colazione)
Selamat Jalan, buon viaggio! Si lascia questa meraviglia della natura: colazione, un po’ di tempo libero e in barca si raggiunge il porto di Kumai da dove si prosegue in auto fino all’aeroporto di Pangkalan Bun.


TI POTREBBE INTERESSARE


BALI DISCOVERY
Candidasa > Besakih > Lovina > Bedugul > Tanah Lot > Ubud
Un viaggio itinerante alla scoperta dell'isola. Esclusiva Mappamondo.

Un programma con guida in italiano in esclusiva per i soli clienti Mappamondo.
Partenze giornaliere, il mercoledì a luglio e agosto.
È prevista la mezza pensione.
INSIDE BALI
Tanah Lot > Bedugul > Ubud > Kintamani > Besakih > Ubud
Conoscere Bali soggiornando a Ubud.
Esclusiva Mappamondo.
 
Un programma con guida in italiano in esclusiva per i soli clienti Mappamondo.
Partenze giornaliere, il martedì e il sabato a luglio e agosto.
IRAIN JAYA, L'ALBA DELL'UOMO
Jayapura > Wamena > Baliem Valley > Obia
È ancora l’alba dell’uomo nella valle di Baliem, in Irian Jaya, la parte amministrata dall’Indonesia nella grande isola di Papua. Cinque giorni e quattro notti di emozioni ed avventure.
Si attraversano ponti di liane, incontrando uomini che vivono ancora con indosso soltanto la koteka, l’astuccio penico di differenti dimensioni a seconda delle tribù. Qui si combatte per un confine violato, un maiale ucciso, una promessa di matrimonio non rispettata. E quando si va alla guerra, i volti diventano tavolozze segnate dai colori violenti della natura. Nella Baliem Valley vivono soprattutto tribù Dani, fra i più tradizionali nel rispettare antiche usanze, alcune anche crudeli: le donne che perdono un familiare, in segno di lutto si tagliano un dito. Anche l’alimentazione e il modo di cucinare i cibi, seguono riti che vengono da lontano. Non usano spezie, per insaporire utilizzano soltanto il sale. Mangiano patate dolci, alcune verdure e carne di maiale o di altri animali che cacciano. Non cuociono direttamente sul fuoco, ma su pietre arroventate. Benvenuti in un altro mondo!

Partenze giornaliere, guida in inglese.

OFFERTE IN EVIDENZA

PENSATI PER TE




ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi dell'art. 13 del Reg. "UE 2016/679" per l'iscrizione alla newsletter e il ricevimento di offerte e promozioni commerciali. Leggi Informativa Privacy Policy